Teoria e ricerca
L'essere umano vive nella relazione con il suo ambiente, in un ecosistema caratterizzato da una serie complessa di elementi connessi fra loro. Non si può separare l'individuo dal suo ambiente e considerarlo un'entità a sé. Il modello teorico e l'attività di ricerca, pertanto, integrano i principi psicoanalitici classici con altre discipline scientifiche: i recenti sviluppi intersoggettivisti della psicoanalisi, la gruppoanalisi e la fenomenologia ermeneutica, le più innovative acquisizioni nel campo neuroscientifico e biofisico dell'esperienza relazionale, le prospettive aperte dalla teoria della complessità del vivente.
- Principi ispiratori, un approfondimento
I miei principi ispiratori si riferiscono a un modello teorico definito gruppoanalitico, sul quale mi sono specializzato a Milano seguendo una rigorosa formazione didattica con Diego Napolitani, che negli anni Settanta fondò il centro riabilitativo dell'attuale ex Pini di Milano per la lotta contro l'abominio dei manicomi, di cui in Italia Franco Basaglia fu capostipite.
Questo modello teorico promuove l'idea che l'essere umano esiste solo nella relazione con gli altri e con il suo ambiente. Il concetto di "psiche" lascia il posto a quello di "gruppo" e, di conseguenza, viene abbandonato lo statuto monadico della psico-analisi a favore di una gruppo-analisi. Gruppoanalisi non vuol dire, come molti erroneamente credono, analisi di gruppo, ma analisi dell'individuo nella sua relazione con il mondo.
All'origine, l'idea di una gruppoanalisi "individuo-ambiente" venne sviluppata dallo psicoanalista Trigant Burrow, allievo di Jung nei primi del Novecento e presidente dell'American Psychoanalytic Association, di cui fu tra i fondatori nel 1911. Lo stesso Sigmund Freud, per quanto non avesse mai usato il termine gruppoanalisi, era arrivato alla stessa conclusione nell'ultimo periodo della sua ricerca: in Psicologia delle masse e Analisi dell'Io, uno scritto del 1921, egli parlava dei processi di identificazione e, quindi, del fondamento relazionale dell'individuo che non esiste se non in rapporto con il suo ambiente. Il termine gruppoanalisi, tuttavia, fu ripreso successivamente negli anni Cinquanta, per opera di Siegmund Foulkes, medico psichiatra della Società psicoanalitica britannica.
Infine, con la nascita della Società Gruppoanalitica Italiana, la cui prima forma istituzionale fu fondata a Roma nel 1968 da Fabrizio Napolitani, fratello di Diego, vediamo oggi il compiersi del modello teorico della gruppoanalisi nella sua più rigorosa sistematizzazione. Dobbiamo a Luciano Cofano, tra i fondatori della Società gruppoanalitica, l'interesse per le neuroscienze e, soprattutto, per la biofisica, che egli ha integrato, nel corso degli ultimi trent'anni, con il modello originario di gruppoanalisi. Attraverso i suoi studi viene alla luce un'ulteriore e importante sviluppo relativo alla parola individuo: si pone l'accento sull'illusione che esista una psiche separata dal corpo.
Oggi, infatti, la gruppoanalisi specifica ulteriormente il concetto di binomio "individuo-ambiente", affermando che la psiche non esiste separata dal corpo, che a sua volta non esiste separato dalla relazione con gli altri e con il mondo. Avviene perciò un passaggio teorico dal binomio "individuo-ambiente" al trinomio "psiche-corpo-ambiente": la psiche è corpo in relazione, anzi potremmo dire che noi siamo relazione.
Per una mia comodità, già da tempo, ho scelto di chiamare il mio orientamento teorico "analitico" anziché "gruppoanalitico", non solo per evitare la confusione che il termine "gruppo" ha prodotto nella storia della gruppoanalisi (e ancora oggi in genere produce), ma perché sono alla ricerca di un termine che dia il giusto valore al modo in cui intendo il mio lavoro con il paziente, che considero una persona unica nel suo fondamento relazionale ed ecosistemico.
- de Sanctis E. (2011), a cura di, Identità, alienità, alterità, Franco Angeli, Milano.
- Cesana M., de Sanctis E. (2010), a cura di, Il farsi dell'uomo, Franco Angeli, Milano.
- Carnaghi A., Del Corno F., de Sanctis E. (2006), "Applicazione della griglia ai protocolli ORT di un campione di soggetti clinici e di un campione di soggetti non clinici", in F. Del Corno, M. Lang, a cura di, La diagnosi delle relazioni oggettuali con l'Object Relations Technique, Raffaello Cortina, Milano.
- de Sanctis E. (2001), "Un'indagine di misura di risorse e stress condotta su genitori con un figlio affetto da asma, sindrome di Down, leucemia", Rivista di studi familiari FIR, 6, 2.
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